NONSOLOARANCE
di Romana Gardani
UN PO’ DI STORIA….
Anche se l’origine del nome “agrume” è latina (acer, acro, acidulo), l’arancia è originaria del nord dell’India, sulle pendici dell’Himalaya dove cresce spontanea. La sua coltivazione inizia circa 3.000 anni fa nella regione del Punjab, poi si estende lentamente in tutto l’Estremo Oriente. I mandarini, invece, provengono dal Sud-Est Asiatico, Indocina, Malesia, Filippine, mentre il pompelmo proviene dall’Indocina.
Già Confucio vantava le qualità dell’arancia, mentre uno storico cinese della dinastia Han, Sema Kien, nel 200 a.C., descrive gli aranceti della provincia del Setchouan, che si estendevano per più di seicento chilometri lungo la valle dello Yang-Tsé.

Originariamente era il cedro, portato da Alessandro Magno dalle sue spedizioni nell’Impero Persiano, l’unico agrume diffuso in Grecia e poi a Roma. Occorre attendere molti secoli prima che il limone e l’arancia si diffondano nell’Africa del Nord, poi in Sicilia e quindi in Spagna.
Le prime arance conosciute in Occidente sono le arance amare introdotte in Sicilia nel X° secolo dagli Arabi, seguite dai limoni, nel XIII° secolo.
La prima arancia dolce sembra sia stata scoperta per la prima volta in Asia, da un compagno di viaggio di Vasco de Gama. La sua coltivazione comincia effettivamente in Spagna ed in Italia dal 1523, qualche anno dopo la scoperta dell’America.
Ma è nel 1753 che il chirurgo britannico James Lind scopre la miglior medicina per lo scorbuto che decimava i marinai delle navi nelle traversate oceaniche: la vitamina C. Diventa quindi obbligatorio caricare agrumi sulle navi in partenza e questo favorisce la loro diffusione su tutti i continenti.

Gli agrumi sono oggi i frutti più coltivati al mondo e – sicuramente – i più consumati. La loro produzione mondiale si è considerevolmente sviluppata a partire dalla seconda metà del XX° secolo, arrivando, nel 1986, a sessanta milioni di tonnellate. Ma questa super-produzione non è priva di rischi: centinaia di aranceti sono lasciati in stato di abbandono dando origine, come in Sicilia, a foreste di aranci selvatici.
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